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Visualizzazione dei post da agosto, 2017

Apagar el miedo/ Spegnere la paura

Definirsi scrittore è un atto di presunzione. Si può essere definiti tali solo dalla bocca altrui. Scrivere è una virtù che pochi possiedono e che molti desiderano; riuscire a mettere su carta ciò che si pensa, si sente e ciò che si vuole esprimere, è un dono. Questo dono può vivere dentro di noi ma si ha bisogno d’amore e forza affinché salga allo scoperto e inizia risplendere come è dovuto: ogni scrittore è destinato a scrivere l’opera, quella che porta dentro e che si costruisce nel tempo, con sforzo e sperimentando sulla scrittura di altri testi che come se fossero un’esercitazione, servono a creare l’opera maestra che emergerà solo quando i sensi, l’inibizione e la paura si annullino. Molti si chiederanno: “perché la paura?”, la paura è il principale freno della scrittura, reprime l’anima e non permette di farci ascoltare. La scrittura nasce dalle emozioni ma la forma di scrittura più autentica, la più vera e privilegiata non è quella che fuoriesce dai momenti di felicità o...

Identificazione o no?/ identificación o menos?

La letteratura è così piena di personaggi e di icone a cui ispirarsi che è complicato identificarsi in uno solo o perlomeno pienamente. Credo che ogni volta che un libro mi ha rapita è stato perché mi sentivo connessa con uno dei protagonisti e che empatizavo tanto fino a sentirmi identificata e mi lasciavo trasportare tra le mille avventure che sempre mi fanno impazzire fino al termine della lettura. Uno dei personaggi in cui mi sono sentita identificata è Marina, la co-protagonista dell'omonimo libro di Carlos Ruíz Zafón. È una ragazza intrepida, forte, che decide di nascondere il suo dolore per godersi la vita nonostante quest'ultima le stesse dando delle difficoltà. E voi? avete un personaggio con cui vi identificate? Vi lascio con questa domanda. ________________ ES La literatura es tan llena de personajes y de iconos en los que inspirarse que es complicado identificarse en uno solo o por lo menos plenamente. Creo que cada vez que un libro me ha atrapado es...

5,6,7,8...

5, 6 7, 8... questi sono i tempi musicali che scandiscono la mia vita e mi rendo conto ogni giorno di più che tutto quello che facciamo è un conteggio musicale; sembra che la vita scorra tranquillamente e che nulla ci preoccupi ma in realtà le lancette del nostro orologio scorrono e rintoccano anche se il nostro udito è sordo a questo suono.  Passiamo tutta la vita secondo una scansione del tempo involontaria ma è giusto rivendicare il diritto su noi stessi e carpire e raccogliere il tempo che andava perduto e farne tesoro.  Non si dà il giusto valore al tempo e molto spesso questo ci vola via fra le dita di una mano e come diceva Seneca, il nostro errore è quello di "vedere la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata". Non bisogna essere schiavi del futuro ma padroni del nostro presente e dargli il giusto valore per poterlo sfruttare il più possibile. Sto correndo, solo vedo ciò che c'è ...